E si ricordi Signor Cucuzza….. che è un caso…. solo un caso… che siano cadute le mie regole e non le sue!!!


  Monologo di Felice Ci

– Signor Cucuzza, io chiedo di ricevere la pensione di invalidità civile perchè è fallito il Comunismo.
– Che è fallito?
– Il comunismo, Signor Cucuzza, lo capisce? Lei è cattolico? Crede nel Paradiso?
– Sì.
– E spera di andarci?
– Sì.

E per andare in Paradiso Signor Cucuzza lei si comporta in un certo
modo, da bravo cattolico, seguendo cioè le regole che la Chiesa le ha
insegnato, non so…. rispetta i dieci comandamenti, va in chiesa, fa
la carità… è giusto. Ora, dopo tanti anni che lei segue queste
regole, esse sono diventate un comportamento meccanico. Signor Cucuzza
è corretto dire che oramai lei si comporta da buon cattolico senza
nemmeno pensarci? Per riflesso condizionato?
– Che vuole dire? Che sono abituato?
– Bravo!
– Sì.
– Bene, facciamo una ipotesi. Mettiamo il caso che lei potesse morire e tornare indietro vivo.
– Lei sa che è impossibile…

Ma è una ipotesi, Signor Cucuzza. Allora, lei muore, va nell’aldilà e
scopre che il Paradiso non esiste. Si accorge che tutti i sacrifici che
ha fatto sulla terra da vivo non servono a nulla, perchè il premio non
c’è. Non solo non c’è il premio, ma non ci sta manco la punizione per i
cattivi, per quelli che delle regole se ne sono ampiamente fregati, a
differenza sua. Quindi, nè premio, nè Paradiso, nè Inferno. Ora,
abbiamo detto che lei può tornare vivo sulla terra, sapendo a questo
punto che nell’aldilà non c’è niente, Signor Cucuzza, lei…. che farà?
Continuerà a comportarsi come prima seguendo le buone regole del bravo
cattolico?
– E chi me lo fa fare!!!!
– Bravo!!! Io faccio quello che mi pare.
– E certo…!!!

Ma è un’illusione purtroppo Signor Cucuzza, perchè per lei comportarsi
da cattolico è un riflesso condizionato, non può farne a meno,
continuerà contro la sua volontà a comportarsi come prima. Ora….
immagini che tutto questo le capiti non con delle regole che servono a
guadagnarsi il paradiso, ma con delle regole che servono a vivere
meglio su questa terra. Signor Cucuzza, questa è la mia condizione. Gli
ideali che sostenevano la mia etica sono falliti, ma io non posso
vivere altrimenti che seguendo meccanicamente quegli stessi ideali…..
E allora io uso un codice di comportamento che questa società non
ritiene valido. Sono inadatto a vivere in questa società…. Ma se sono
inadatto a vivere, lei… tecnicamente… come mi definirebbe?
– … Un invalido?…
– Ed essendo io un invalido, che mi spetta?
– La pensione!!!!!
– La pensione…. c’è arrivato, sono felice.
– Complimenti…… Bravissimo!!!
– Quindi lei è d’accordo con me Signor Cucuzza?
– No, ma che d’accordo… ho capito.

Io le sto dando l’occasione di aprire un varco nell’ordinamento
giuridico. C’è un nuovo handicap da mettere agli atti, è l’handicap
morale, Signor Cucuzza, e lei ne può essere l’artefice.
– Ma che handicap morale…. Lei ha semplicemente creduto negli ideali sbagliati.

No, no, non mi tratti con sufficienza, non me lo merito. E’ un caso,
solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue, non faccia lo
sbruffone con me, Signor Cucuzza.
– Ah si?, Scusi ma perchè non lo va dire alle persone di quei paesi le cose che sta dicendo a me?
– Ma quali paesi?
– Senta, ma lei è un comunista, o no?
– Sfegatato (fuori campo).

Ma che c’entra. Stai zitto, stai zitto. Non è il comunismo Signor
Cucuzza che mi manca, non sono uno stupido!!! A me manca il sogno….
comunista…. Ogni uomo ha diritto ad un sogno. Io sono stato
ingannato. Voglio essere risarcito. Io per vent’anni ho creduto
veramente che un miliardo di cinesi fossero tutti educati, felici e
sorridenti, solo perchè erano comunisti. Poi ho scoperto che facevano
le esecuzioni in piazza, pigliavano dei ragazzi di 15, 16 anni e solo
perchè avevano rubato una bicicletta, un pugno di riso, li facevano
inginocchiare per terra e gli sparavano un colpo in testa. E la gente
applaudiva. Io ero comunista perchè sono contro la pena di morte Signor
Cucuzza. Sono stato ingannato e voglio essere risarcito. Mi spetta.

Ho capito, ma la legge non prevede un caso come il suo. Io che scrivo
sul registro? E’ incapace di vivere perchè è fallito il comunismo?

Esatto, Signor Cucuzza. Io sono malato. La mia è una forma di malattia
di cui lo stato deve tenere conto. Io sono un tossicomane ideologico.
Sono in crisi di astinenza, posso fare di tutto Signor Cucuzza, e lo
farò!!!
– Che vuole dire?
– Che mi lascerò finalmente andare, Che non avrò più scrupoli. Che diventerò un delinquente.
– E faccia quello che le pare!!!
– E sarà anche colpa sua!!!
– E io che c’entro?
– Lei non mi prende nella giusta considerazione.
– No, io faccio solo quello che la legge mi permette, quello che è nelle mie possibilità!!!
– Ma la smetta con la storia delle possibilità. Faccia quello che è nelle sue responsabilità.
– Senta, lei per me sta benissimo, se ha bisogno vada a lavorare.

E come faccio a lavorare Signor Cucuzza? Io sono un mese che non esco
di casa, non ce la faccio ad andare per strada e guardare negli occhi
le persone che per vivere devono schiacciare la propria dignità.
– Tutti dobbiamo fare i conti con la realtà.
– No. Questa è la vostra realtà, non la mia.
– E allora combatta con la sua di realtà?

E come faccio….dove va??? Che cosa devo fare Signor Cucuzza? Devo
denunciare tutti quelli che andavano in giro con i capelli lunghi e con
l’eskimo? Erano milioni!!! Sono scomparsi!!! Con chi me la piglio???
Con quelli che mi impedivano di comprare i dischi di Lucio battisti
perchè si era sparsa la voce che forse era fascista? E io lo amavo!!! E
mi vergognavo a dirlo. Per lei è facile Signor Cucuzza insegnare ai
suoi figli che l’essere umano è di natura cattiva, che la gente parla
parla ma poi ognuno pensa ai fatti suoi. Io non potrò mai insegnare
queste cose a mio figlio. Non gli potrei mai insegnare che sul lavoro
non deve guardare in faccia a nessuno se vuole andare avanti, che
votare non serve a nessuno se non ai politici che devono rubare. Per
voi è facile dire queste cose, perchè secondo voi adesso la gente sta
bene, nessuno si muore più di fame, e allora che cosa gli dovete
insegnare ai vostri figli? Solo stronzate. Che il fumo fa male!!! Che
mangiano troppa carne rossa, che ogni anno a natale vengono distrutti
troppi abeti… E chi se ne fotte Cucuù!!! Voi non mi volete aiutare, e
allora insegnatemi a vivere come voi, senza scrupoli e senza sensi di
colpa, altrimenti mettetemi in un mondo dove non esistono gli zingari,
i negri, i poveri, i disperati, un mondo dove non si sappia quanti
bambini muoiono di fame ogni giorno, mentre noi mangiamo le primizie,
abbiamo sei televisori a famiglia, due macchine a testa…. mandatemi
qualcuno che mi dimostri che vivere in questa società è giusto.
Altrimenti diventerò un delinquente. E si ricordi Signor Cucuzza…..
che è un caso…. solo un caso… che siano cadute le mie regole e non
le sue!!!

da "Cose da Pazzi", di VincenzomSalemme"

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2 risposte a E si ricordi Signor Cucuzza….. che è un caso…. solo un caso… che siano cadute le mie regole e non le sue!!!

  1. Stefania ha detto:

    che spettacolo…mi viene da piangere!!!!penso che è il film più bello che mi hai fatto vedere!!!!grande!!

  2. Cesarinho ha detto:

    no, se permetti, io, ti ho fatto vedere SOLO film belli!?! certo… questo li supera tutti, ma… il fatto è che… c\’è sempre qualcosa di meglio!?!

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