Questa si chiama: Periplo

Periplo

 

Intorno alla tua figura: giorni; notti; anni

Al suono del tuo gemere; del tuo ridere

Io: viandante distratto, accecato da te

Dimentico il tuo silenzio, e ricomincio a viverti

 

La voglia, rinata: la voglia di scriverti

Dei versi, parole, che parlino di me

E di quanto ancora io ti voglia vivere

Nudi svestiti, senza veli, senza panni.

 

Poi: il sole, e la luce del giorno negli occhi

Tu, nuda, sopra di me, le tue mani cocenti

Io, perso, immobile, rapito nei sensi

Noi, vivi, uniti indissolubilmente

 

Mi abbracci con il tuo corpo bollente

Mi sussurri parole e non è ciò che pensi

Quello lo tieni ben stretto tra i denti

Sei leggera, sei, della neve, i suoi fiocchi.

 

Periplo…

E guardarti, lì, sul mio letto, senza niente addosso

E guardarti, lì, nei tuoi occhi, velati dal pianto

E guardarti, lì, sul tuo soffice seno bianco

E guardare la tua ombra stagliata sulla parete.

Periplo… mia dolce isola

Mio dolce sogno felice!?!

 

Cesare Capuano

12/05/2007 h 00.56

Casa dei Popoli “Antonio Capuano”

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